"riuniamoci insieme per vivere una vita raccolta e fare del bene"

Violante

Violante Garagnani minime santa cleliaIl 26 febbraio 1849 nasce Violante Garagnani da Giuseppe e Marianna Alberti.

Ha sette anni quando riceve il sacramento della Cresima da Mons. Passaponti a San Giacomo del Martignone, nove quando riceve la prima Comunione alle Budrie di Persiceto dal nuovo parroco, Don Gaetano Guidi, il 27 giugno 1858. Fa parte del suo gruppo una bambina di nome Clelia Barbieri, ha due anni più di lei e da quel tempo inizia tra loro un’amicizia che durerà tutta la vita.

Adolescente, Violante entra nel gruppo delle Figlie di Maria Immacolata guidato dalle amiche Clelia e Teodora, cresce con loro ed insieme vivono una giovinezza pura ed ardente in cui si rispecchia il cielo.

Quando Clelia con Orsola e Teodora, sugli argini del Samoggia, maturano il progetto di una santa unione, anche lei vi partecipa con tutto l’entusiasmo del suo cuore anche se, impegni di lavoro, la trattengono a San Giovanni in Persiceto, in canonica, in aiuto al parroco Don Luigi Santini.

Insieme a Clelia Teodora ed Orsola, anche Violante accoglie e vive la straordinaria grazia di fondazione con tutta la forza carismatica di amore e di dolore che racchiude.

Come religiosa le viene dato il nome di Francesca e, dopo la morte di Teodora e di Clelia, accanto ad Orsola porta avanti il cammino della loro santa unione, secondo il progetto di Dio ed il carisma di fondazione.

Nelle Memorie di famiglia è scritto che fu amata e stimata assai da Clelia e fu l’ultima delle tre compagne che si unirono a lei per fondare l’Istituto. Fu donna di grande intelligenza e, per il suo tratto dignitoso, quasi aristocratico, sembrava uscita da famiglia signorile.

Per tutte le sorelle contemporanee Madre Orsola e Madre Francesca sono rimaste il punto fermo, il momento luce della famiglia e sono ritenute le madri confondatrici.

Mentre Madre Orsola la troviamo sempre presente alla casa madre delle Budrie, pietra fondante della famiglia e perno di unità fino alla fine della sua lunga vita, Madre Francesca la troviamo sempre in cammino per dare l’avvio alle comunità che man mano vengono aperte nella vigna del Signore, dove le Minime sono chiamate a lavorare. Il suo compito è la missione.

Ricordano le consorelle che, negli ultimi colloqui, Madre Francesca parla loro della caducità delle cose umane e soprattutto le esorta con forza ad amare Iddio. Ha nel cuore il comando di Madre Clelia: Amate Iddio, collaudato dalla sua vita e lo trasmette alle sorelle come suo ultimo dono.

Siamo ormai giunti all’aprile del 1903, Madre Francesca è in agonia, riceve Gesù Eucaristia come Viatico ed il sacramento dell’Unzione degli Infermi.

Uno dei vegliardi si rivolse a me e disse: «Quelli che sono vestiti di bianco, chi sono e donde vengono?». Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai». E lui: «Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell'Agnello”. (Apocalisse 7,13-14)

Madre Francesca ha raggiunto il candore voluto dal suo Gesù, Sposo di Sangue.

La passione è finita. 11 aprile 1903 ore 10: è il sabato santo, si compie l’incontro.

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