"riuniamoci insieme per vivere una vita raccolta e fare del bene"

Suor Augusta Conti

Suor Augusta Conti minime santa cleliaSuor Augusta Conti nasce a Piumazzo. A nove anni perde la mamma. Il papà, uomo di grande fede, la sostiene, ma deve continuare il suo lavoro nei campi per mantenere la famiglia.
In questi anni suor Augusta matura la vocazione alla vita religiosa ed entra in congregazione l’11 novembre 1924.

È semplice, umile, caritatevole, raccolta e amante della preghiera. Innamorata di Dio, le parole fluiscono calde e abbondanti dal cuore. Il Padre dei cieli le ha rivelato il suo segreto: «Ti rendo lode o Padre, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli»; sapienza di Dio che suor Augusta con grande semplicità dispensa a quanti l’avvicinano fra pentole e fornelli e a quelli che la cercano per avere luce, consiglio e conforto nelle asperità della vita.

Dispensa la sapienza che Dio riversa nella sua anima anche ai presbiteri che appositamente, per queste sue luci interiori, l’avvicinano e dicendole: «suor Augusta parla come un teologo, in possesso unicamente della sapienza divina». C’è in lei sempre quell’immancabile sorriso di un’anima che vive in Dio e niente la turba di quanto accade di non gradito.

Trascorre il periodo della seconda guerra mondiale presso la Basilica di S. Luca, a Bologna. Continuava il suo lavoro in cucina, per servire la numerosa comunità, assorta in preghiera. È innamorata dall’Eucaristia, per questo è traboccante di amore per Dio, ma anche per le sue creature. Ama tutti con sincerità,  personalmente, dando tutta se stessa.
Suor Augusta stessa affermava: «Io sono sempre stata contenta nella vita». La sua era gioia di essere consacrata di essere una delle suore Minime, la gioia di chi vive in Dio e di Dio. Ha la consapevolezza che tutto quanto fa, preghiera o lavoro manuale, tutto torna a gloria di quel Dio che riempie il suo essere. Riconosce i suoi limiti ed è veramente convinta di essere una peccatrice una miserabile, una misera. Sente, come Clelia, di essere una peccatrice.
Suor Augusta muore 17 gennaio 1992.

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