"riuniamoci insieme per vivere una vita raccolta e fare del bene"

Madre Vincenza zecchi

Madre Vincenza Zecchi minime santa cleliaNasce a Castelfranco Emilia (Modena), nel 1876. La famiglia era di modeste condizioni, ma era ricca di fede e di timore del Signore.

A 13 anni, conosce le suore Minime che facevano il servizio di assistenza e di carità agli ammalati e anziani. La chiamata del Signore, l’esempio e il contatto con queste semplici figlie di Clelia, fa crescere nel suo cuore il desiderio di lasciare tutto per seguire Gesù.

Il 1 gennaio 1891 entra in congregazione. Nel 1897 emette i voti pubblici.

Madre Orsola la nomina maestra delle novizie per la loro formazione. È stata una vera maestra dando loro l’impronta di vere Minime. All’entusiasmo del suo temperamento ardente unisce la coerenza di una vita temperata al sacrificio ed alla rinuncia, alla povertà e alla soda virtù. “Forte e soave” è stato definito il suo comportamento. In lei c’è il cuore di madre piena di comprensione che sa prendere per mano con tenerezza, ma c’è anche la tempra di donna forte che educa alla vita cristiana e alla vita religiosa in particolare.

Il 10 novembre 1931 si tiene alle Budrie il primo capitolo generale della congregazione. Suor Vincenza Zecchi viene eletta come consigliera e vicaria generale. Essa costituisce l’elemento propizio che occorreva all’istituto in quel momento. Affianca madre Orsola per occuparsi dei bisogni della congregazione.

Nel Capitolo Generale del 1935, suor Vincenza viene eletta superiora generale. Uno dei suoi primi atti è quello di acquistare la casa del maestro, dove aveva avuto inizio l’istituto. In seguito, il 7 novembre 1935, porta la casa generalizia a Bologna. Madre Vincenza, durante i suoi anni di governo, dà un notevole incremento alla diffusione della congregazione, curando lo sviluppo spirituale della sua famiglia religiosa, il suo miglioramento interno, la santità dei suoi membri.

Nel 1941 Madre Vincenza comincia la sua deposizione al processo apostolico per la beatificazione di Clelia Barbieri.

Durante la seconda guerra mondiale, esorta le sorelle a fare la promessa di un’ora di adorazione settimanale e il voto di un’ora di adorazione mensile. È convinta che la preghiera avrebbe allontanato ogni calamità bellica.

Nel terzo Capitolo Generale del 1946 ancora una volta viene nominata Consigliera Generale.

Il 13 settembre 1960 muore alle Budrie.

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