"riuniamoci insieme per vivere una vita raccolta e fare del bene"

Solennità di Pentecoste

Solennità di Pentecoste

“Aprite il vostro cuore e buttate fuori una quantità di fiamme d’amore

e con queste fiamme accendete il mio,

fate che io bruci d’Amore”(S. Clelia)

Ave Maria!

Lettera circolare n.4/2019

Carissime sorelle,

cinquanta giorni dopo la Pasqua, giunge il giorno santo e prezioso in cui lo Spirito Santo, Energia del Risorto, si riversa sulla terra, divampando come fuoco ardente e soffiando come vento impetuoso. L’Amore Dio è effuso per sempre. Esultiamo di gioia lasciandoci afferrare da questo Soffio e abbandonandoci alla Sua potente e dolce azione che tutto rinnova e ricrea.

Lui è il principio della vita nuova: della nostra vita nuova.

  • Lo Spirito incarna in noi la Parola

Questa "cascata" di luce, di forza, di amore realizza, in chi non si sottrae alla sua azione, quello che ha fatto in Maria, l’Angelo infatti le annuncia: “Verrà lo Spirito è porterà dentro di te il Verbo”. La stessa cosa Gesù la dice ai discepoli: ”Verrà lo Spirito e porterà dentro di voi la Parola”. Così è anche per noi: lo Spirito nei nostri cuori incarna la Parola, la radica profondamente e ci fa percepire che essa palpita di una Presenza, ce la fa gustare rendendoci consapevoli che essa è detta, proclamata, scritta per ciascuno di noi. Essa ci ferisce e ci risana, ci affascina che ci interpella. È contemporanea alle nostre speranze e desideri, ricerche e dubbi e sempre tutto trasforma.

Sì, lo Spirito porta la vita di Dio dentro alla nostra vita

  • fino a che cresca e occupi tutti gli spazi della nostra esistenza,
  • fino a che in noi ci siano “gli stessi sentimenti di Cristo”,
  • fino a che sia Lui a vivere in noi (cfr. Gal 2,20).

Lo Spirito è fuoco che arde e appassiona, ci permette di fare la stessa esperienza vissuta dai discepoli di Emmaus che, dopo aver incontrato lo Sconosciuto Pellegrino lungo il cammino e dopo averne ascoltato le parole, esclamano: “Non ci bruciava forse il cuore per strada, mentre ci spiegava le Scritture?” (Lc 24,32). Fuoco e Parola strettamente congiunti.

San Bernardo esclama: “Lo Spirito scese sopra i discepoli in lingue di fuoco affinché dicessero parole di fuoco in tutte le lingue di tutte le genti e annunciassero una legge infuocata con lingue infuocate”

Animati da questo Fuoco, istruiti dallo Spirito di Verità, gli apostoli compresero che Gesù è la rivelazione completa e definitiva di Dio e del suo Amore e non poterono più tacere, “cominciarono a parlare" proclamando le grandi opere compiute da Dio, annunciando la buona notizia della vittoria di Gesù sul male e sulla morte.

Quella porta, tenuta sbarrata per cinquanta giorni "per paura dei giudei", finalmente viene spalancata e i discepoli, non più ripiegati su se stessi, non più concentrati sulla loro vita, diventano testimoni coraggiosi, umili e miti del Cristo Risorto e innamorati di Lui lo portano nel loro cuore, nella loro carne, sulla loro labbra e lo donano a tutti.

Lo Spirito Santo, come quel giorno di Pentecoste, è effuso anche su di noi perché usciamo dalle nostre grettezze e dalle nostre chiusure e comunichiamo al mondo l'amore del Signore. Anche a noi sono dati in dono la "lingua" del Vangelo e il "fuoco" dello Spirito perché, mentre comunichiamo il Vangelo al mondo, scaldiamo il cuore delle persone che incontriamo avvicinandole al Signore.

  • Lo Spirito crea unità nella diversità

La lunga e dettagliata elencazione di popoli fatta dall'autore degli Atti sta a significare che:

davanti alla porta di quel cenacolo, vi è la presenza del mondo intero

davanti a quella porta che ora si apre e si spalanca inizia il miracolo della comunione.

Tutti quelli che ascoltano, pur essendo di lingue e culture diverse, comprendono.

Scopriamo allora che esiste una lingua che unisce.

A Babele c’era stato il tentativo di collegare stabilmente terra e cielo con la costruzione di una torre, ma la conseguenza era stata solo la dispersione e la confusione delle lingue, ma a Pentecoste avviene il miracolo delle lingue udite e comprese da tutti.

Lo Spirito che scende dall'alto, da Dio, dà inizio ad un tempo nuovo: il tempo della comunione e della fraternità.

È il miracolo della ritrovata comprensione in un’unica Parola.

Da quel giorno lo Spirito del Signore ha dato inizio al superamento di ostacoli e di chiusure che sembravano invalicabili, quali l’incomunicabilità e l’ individualismo, e ancora, ha oltrepassato quei limiti che legano pesantemente ogni uomo e ogni donna al luogo, alla famiglia, al piccolo contesto in cui si è nati e vissuti per aprire ampi confini e orizzonti donando, alla vita di ognuno, la dimensione infinita del dialogo e dello scambio fraterno e formando, di tante vite diverse, una sola famiglia.

L'uomo nuovo, ricreato dallo Spirito, è capace di riconoscere ogni altro uomo come fratello, di accoglierlo e capirlo. Lo Spirito apre i cuori, li purifica, li sana e li riconcilia.

Le lingue di fuoco si posano sul capo di ciascuno dei presenti nel cenacolo: è la lingua del Vangelo, la lingua dell’Amore capace di bruciare ogni asperità e lontananza, trasformando i cuori e i rapporti tra le persone.

È lo Spirito Santo l'artefice di un mondo non più segnato da discordie e divisioni, ma dalla unità nella creatività e dalla accoglienza di ogni diversità.

Recuperiamo il senso buono della prossimità,

  • la fiducia dell’ascolto,
  • la capacità dell’intesa,
  • l’audacia nel camminare insieme e costruire con l’altra,
  • lo slancio del sogno comune.
  • Lo Spirito ci rende santi

L'apostolo Paolo, nella Lettera ai Galati, esorta i credenti a camminare "secondo lo Spirito per non essere portati a soddisfare i desideri della carne...” e aggiunge: "Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé"(Gal 5, 22).

Di questi frutti ne hanno bisogno tutti. Essi sono il fine dell’intera opera dello Spirito che divinizza l’uomo rendendolo figlio di Dio.

Sono la strada della santità, della pienezza di vita.

Sono realtà che hanno bisogno di mani e di cuori per essere visibili nella storia e determinano il cammino della comunità dei credenti, il cammino di ciascuno delle nostre comunità: un cammino controcorrente. Si tratta di scegliere ogni giorno di realizzare il bene con mitezza, con bontà, con pazienza costruendo la pace, la giustizia, la verità.

Egli ci dona di amare, ci fa essere amore.

Sant'Agostino ci indica un criterio sicuro per sapere se lo Spirito ci anima: "Interroga il tuo intimo. Se è pieno di amore, hai lo Spirito di Dio".

È l'uomo nuovo, ricreato dal dono dello Spirito che porta la novità al mondo.

E' Lui la sorgente nascosta di tutto il bene che fiorisce ovunque nel mondo, come pure di ogni ricerca e scoperta della verità: "Tutto ciò che è vero, da chiunque venga detto, proviene dallo Spirito Santo" (San Tommaso).

E' Lui il regista segreto del nostro incontro con Cristo, il tessitore infaticabile di ogni trama d'amore.

Ricordiamo i richiami di Papa Francesco che ci esorta a calare nella nostra vita lo stile delle Beatitudini egli dice di esse “…possiamo viverle solamente se lo Spirito Santo ci pervade con tutta la sua potenza e ci libera dalla debolezza dell’egoismo, della pigrizia, dell’orgoglio. Torniamo ad ascoltare Gesù, con tutto l’amore e il rispetto che merita il Maestro. Permettiamogli di colpirci con le sue parole, di provocarci, di richiamarci a un reale cambiamento di vita. Altrimenti la santità sarà solo parole (G.E 65-66).

E delle singole Beatitudini prendiamo questa sintesi:

“ Essere poveri nel cuore, questo è santità.

Reagire con umile mitezza, questo è santità.

Saper piangere con gli altri, questo è santità

Cercare la giustizia con fame e sete, questo è santità.

Guardare e agire con misericordia, questo è santità.

Mantenere il cuore pulito da tutto ciò che sporca l’amore, questo è santità.

Seminare pace intorno a noi, questo è santità.

Accettare ogni giorno la via del Vangelo nonostante ci procuri problemi, questo è santità.

(Cfr G.E 65-95)

Invochiamo con forza:

Soffia, oh Spirito Santo, su ciascuna di noi, guarisci le nostre ferite interiori.

Nei nostri cuori e nella nostra carne imprimi la novità di Cristo

scolpisci in noi la Legge dell’Amore, la legge delle Beatitudini.

Rendici Parola viva di Cristo.

Abitati da Te effonderemo su tutti il balsamo della riconciliazione e della pace

percorrendo vie di sapienza e di bontà.

 

Nell’abbraccio dello Spirito

Vostra sorella

suor Vincenza Di Nuzzo

 

Bologna, 31 maggio 2019

Visitazione della Beata Vergine Maria