"riuniamoci insieme per vivere una vita raccolta e fare del bene"

solennità del 13 luglio 2020

Quest’anno solennità di santa Clelia preceduta  da vari appuntamenti piccoli e grandi, a cominciare dal Santo Rosario al pilastrino di Anzola con la partecipazione delle comunità parrocchiali di Anzola e Le Budrie. L’ occasione della celebrazione del giubileo dei 150° della nascita al cielo di Santa Clelia che ha reso  la festa ancora più significativa. È una festa che coinvolge non solo la  nostra famiglia religiosa e anche  i numerosi pellegrini e sacerdoti che recano alle Budrie.  La festa coinvolto anche gli altri continenti dove sono presenti le nostre sorelle e tutti gli amici e quanti in qualche modo si sentono legati al messaggio spirituale di Clelia. Forse non c’è altro giorno dell’anno in cui avvertiamo così viva la grande comunione che ci unisce.

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Domenica 12 luglio quest’anno abbiamo avuto la gioia di avere con noi Padre Ermes Ronchi, ha fatto una bellissima riflessione sulla via della santità di Clelia. Nella riflessione ha messo in risalto la piccolezza, è questa una delle note caratteristiche del messaggio di Clelia. “applicare a Santa Clelia la piccola parabola della senape porta in primo piano una delle strutture determinanti della Sacra Scrittura: la preferenza del piccolo. Il Signore scommette su coloro sui quali la storia non scommette. Il Signore non scommette su Trump, punta sugli emarginati, sui perdenti, sugli ultimi della fila, sui prigionieri, sugli ammalati, sui poveri. Ci dice che c’è un mistero di grandezza contenuto nei piccoli semi. Un seme se lo metti in mano sembra una cosa spenta, morta e invece è una bomba atomica di vita. Ci chiede di custodire la piccolezza come una cosa preziosa e nessuno di noi è tanto piccolo da non poter diventare come Santa Maria, colui o colei sul quale lo sguardo del Signore si posa e compie il passaggio alla grandezza. Noi abbiamo il mondo fra le mani. “Il mondo ci è stato dato – scrive Romano Guardini – non come una cosa finita, conclusa, compiuta, ma come un inizio”. La bellezza degli inizi, delle cose che iniziano. Allora credo che se restiamo a questa logica, noi capiamo di più i piccoli segni che la Santa ha lasciato sulla terra, che progressivamente diventano grandi. È la logica dell’incarnazione che continua; l’incarnazione è cielo dentro la terra, Dio dentro un uomo, il Logos dentro la carne, lo Spirito dentro la materia. E tra il piccolo e il grande si colloca il mistero di Dio; nella sproporzione tra il poco che abbiamo tra le mani e il tanto che ci aspettiamo nei nostri sogni, in quella sproporzione sta la speranza. Vedete, quando Abramo muore, Dio gli aveva promesso figli come le stelle del cielo ed ha un figlio solo e pure ha rischiato di ucciderlo; gli aveva promesso una terra dove scorrono latte e miele e ne ha soltanto una grotta sufficiente appena a scavarvi due tombe, la sua e quella di Sara, e comprata ad un prezzo esorbitante. Della promessa non ha quasi niente, ma ha mantenuto la fede. Questa è la fede dei profeti: credo nella promessa di Dio più ancora che nella sua realizzazione, credo nella bontà del Vangelo più ancora degli effetti che riesco a scorgere, amo la parola di Dio più ancora della sua attuazione. Fede di profeti, di patriarchi, fede di Santa Maria. Questa è la fede chiesta anche a noi: credere che quando Dio entra in gioco tutto si trasforma, tutto entra in continua evoluzione e che Dio ama racchiudere il grande nel piccolo, l’albero del tiglio in un piccolo seme che volerà via portato dal vento, non si sa dove”.

La zona pastorale di Castelfranco ha organizzato un pellegrinaggio a piedi dalla Parrocchia della Cavazzona, dedicata a santa Clelia, per arrivare a Le Budrie. Una quarantina di persone, tra laici e suore, si sono messe in cammino, pregando il Vespro, e sono giunte per partecipare alla Celebrazione eucaristica presieduta dall'Arcivescovo.

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 La giornata del 13 luglio è stata vissuta nella preghiera con l’adorazione eucaristica, dal 16.00  alle 18.00 le celebrazioni delle Sante Messe al mattino fino al momento culminante della solenne concelebrazione presieduta da card. Matteo Zuppi Arcivescovo di Bologna insieme a numerosi sacerdoti.

Certamente la festa di quest’anno a causa del coronavirus ha avuto delle limitazione nella partecipazione  dei pellegrini, ma l’l’intensità della preghiera, non è venuta meno, anzi ha contribuito a farne un giorno di intima gioia e di festa autentica.  A noi rimane un fortissimo senso di gratitudine per quanto abbiamo vissuto: grazie al Signore per quello che ci ha regalato in questi anni.