"riuniamoci insieme per vivere una vita raccolta e fare del bene"

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Lettera circolare della Superiora generale suor Vincenza Di Nuzzo, per la Quaresima  dell'anno 2020

Carissime sorelle, ecco è alle porte

il tempo favorevole, che ci fa ascoltare l’intenso grido di Dio “Ritornate a me con tutto il cuore” (Gl 2,12), 

il tempo della salvezza, che ci fa alzare lo sguardo per fissarlo su Gesù che si carica della nostra vita, dei nostri peccati e vince il male che è in noi;

il tempo altro, per il ritrovamento della nostra verità e autenticità profonde e unificare la nostra vita davanti a Dio;

il tempo forte, in cui il Signore Gesù entra nella nostra vita, la rinnova nella gioia e nella pace;

il tempo bello, perché “Egli ci dona sempre nuove occasioni affinché possiamo ricominciare ad amare” (Papa Francesco). 

QQuesto “tempo sacro” della quaresima si apre con il gesto solenne e austero dell’imposizione delle ceneri sul nostro capo chinato e con le stesse parole con cui Gesù diede inizio alla sua predicazione: «Convertitevi e credete  al Vangelo».

 

Vorrei fermarmi a riflettere con voi su queste parole e su questo gesto.

 

Convertitevi e credete al Vangelo

Noi forse percepiamo questi verbi come un comando, un ordine e invece sono un invito, sono una preghiera che contengono una pressante dolcezza e ci comunicano un messaggio di vita.

Ci dicono: riparti da questa buona notizia, Dio è qui e guarisce la tua vita, Dio è con te.

È necessario convincerci dell'amore di Dio nei nostri riguardi, e per ciò stesso dell'importanza della priorità di Dio nella nostra vita e tale convinzione interpella tutto di noi: pensieri, sentimenti, parole, scelte, azioni accettando di aprire gradualmente i nostri sensi alla sua presenza per essere disposte ad entrare nella dinamica della trasformazione radicale.

Sono un invito al cambiamento.

Questa è la dinamica che va sempre tenuta presente nel nostro cammino di adesione al Vangelo. Gesù infatti viene a trasformare la nostra esistenza.

Convertitevi e credete al Vangelo significa mettersi in ascolto: «La Parola di Dio è qualcosa che ci supera da ogni parte, che ci avvolge e che quindi ci sfugge, se tentiamo di afferrarla. Noi siamo nella Parola di Dio, essa ci spiega e ci fa esistere …. È in questa Parola che il nascere e il morire, l’amare e il donarsi, il lavoro e la società hanno un senso ultimo e una speranza» (C.M. Martini).

Una Parola che dona senso alla nostra vita, e contemporaneamente ci scomoda, ci chiede di “andare oltre” di entrare nella sua logica e nel suo sguardo che ci apre ad un cammino d’amore.

Non si tratta tanto di cambiare l'atteggiamento esterno e quindi di sorridere di più, di essere più bravi e servizievoli, di sforzarsi di più per essere brave e “perfette”, di “fare” qualche particolare opera di carità o di mortificazione.

Non si tratta tanto di essere ”di più”, ma di essere diversi: abbracciare la logica del Vangelo perché la vita si conformi allo stile di Gesù.

Convertitevi e credete al Vangelo è un cammino continuo, animato dalla presenza dello Spirito di Dio che ci fa scoprire e vivere forme nuove, originali e creative di perdono, di generosità e di servizio e fa fiorire tutte quelle capacità di dono che attendono solo il momento propizio per emergere innalzando la qualità del nostro amore per metterlo in sintonia con quello del Vivente.

Convertitevi e credete al Vangelo è dire sì a un Dio che ha il volto dell’accoglienza, della tenerezza, del dono di sé, dello slancio e dell’apertura verso gli altri: si tratta di guardare il volto dell’altra come quello dell’amica, della sorella, della compagna di viaggio.

Convertitevi e credete al Vangelo è un pressante invito ad uscire dalle nostre chiusure, dai nostri piccoli e comodi rifugi che ci siamo costruiti, a vincere l’indifferenza  per riuscire a vedere, a capire, a prendere a cuore il bisogno di tanti fratelli e sorelle che ci circondano e farlo in modo buono e compassionevole.

Intorno a noi l’umanità è ferita, ha bisogno di cure, ha il volto dell’Ecce Homo, il volto di Gesù deriso, torturato, sfigurato dalla violenza, il volto del migrante, del disoccupato, dell’anziano solo, del malato. Tutti ci chiedono di fermarci perché la conversione deve farci comprendere che questi volti hanno bisogno di essere accarezzati, capiti, rispettati e amati.

Accogliere questo invito di Gesù significa cambiare con coraggio la nostra vita, il nostro modo di pensare e di conseguenza contribuire anche al cambiamento del mondo nel quale viviamo, perché se qualcosa cambia dentro di noi, nelle nostre relazioni, nei nostri rapporti comunitari qualcosa cambierà anche intorno a noi. Se avremo sguardi e gesti pieni di compassione cambierà il nostro fragile e duro mondo.

Ripartiamo dall'Amore.

Facciamo nostre  le parole bellissime di Giovanni che dice: noi siamo coloro che hanno creduto all'Amore (1 Gv 4,16).

La cenere

Simbolica ricca, quella della cenere, già conosciuta nell’Antico Testamento e nella preghiera degli ebrei: cospargersi il capo di cenere era segno di penitenza, di volontà di cambiamento.

È solo un segno, che chiede però di significare un evento spirituale autentico vissuto nel nostro quotidiano: l’evento della conversione.

Un tempo nel rito dell’imposizione delle ceneri si ricordava al cristiano innanzitutto la sua condizione di uomo tratto dalla terra e che alla terra ritorna, secondo la parola del Signore detta ad Adamo peccatore (cfr. Gen 3,19), ricordandoci così la nostra umanità, fragile, bisognosa di vita.

            Un tempo i contadini conservavano per tutto l’inverno le ceneri del camino, per poi, verso la fine della brutta stagione, spargerle sul terreno, come fattore vitalizzante: è quindi energia nuova data alla terra per una nuova fecondità. E ancora la cenere possiede una segreta potenza sbiancante e lucidante.

Crediamo allora che c’è un’Energia proveniente da Dio che soffia in ciascuna di noi e che possiamo Amare con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutte le forze consumandoci riflettendo luce e pace. Ci sarà vita là dove sembra regnare unicamente la morte.

Il giorno delle ceneri annuncia la Pasqua di ciascuno di noi.

Buon cammino! Risorgiamo con Lui a vita nuova.

Un abbraccio fraterno.

                                                                                                                        Vostra sorella

                                                                                                                    Suor Vincenza Di Nuzzo

                                                     “…che io bruci d’Amore…”

                                                              (S. Clelia)